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Fira del cistell de Salt 2017

Salicevivo – XX Fira Internacional del Cistell de Salt – Catalogna

Il 7 e 8 ottobre si è svolta a Salt, in Catalogna, la “XX Fira Internacional del Cistell de Salt”.

Una manifestazione  che in occasione del  suo ventennale  ha riunito  oltre 70 cestai provenienti da  Spagna, Italia, Francia, Polonia, Danimarca, Stati Uniti, Inghilterra… in un susseguirsi di tecniche antiche e di materiali rigorosamente naturali, con un’ esposizione vastissima  di oggetti di  uso comune  spesso  arricchiti  dalla fantasia degli artigiani, capaci di trasformarli in vere e proprie opere d’arte o preziosi complementi d’arredo.

Non solo cesti e panieri di ogni foggia e dimensione,  ma anche borse, lampadari, culle, ornamenti, suppellettili,  vassoi, capanne, cappelli e ogni sorta di oggetto ottenuto  intrecciando fibre vegetali. Intrecci di salice, di canna,  di sparto (Stipa tenacissima), intrecci con  erbe  palustri (Thypa latifolia), con midollino, paglia, palma, olivo, castagno, sanguinello ed altri ancora.

Tra  tutti  i  materiali  il più utilizzato  è sicuramente il salice, sia  sbucciato che  naturale e  in una gran varietà di tonalità di  marroni , di  verdi, di  gialli e persino di  blù. Salicevivo quindi non poteva mancare.
La partenza da Urbino:  venerdì mattina molto presto, alle 4,00.
I viaggiatori: Viviana, Luisa, Nico e Gabriela, Franco e Vittoria.
Il carico:  cesti,   cibarie di ogni  genere e  buonumore.
Inconvenienti: una sosta  forzata di quasi nove ore, causata dalla rottura del pulmino preso in affitto, che non è riuscita  a rovinare il  buonoumore  ma che ha dimezzato le provviste …

 

Nella fiera sono stati allestiti  due stand, uno  riservato  a Salicevivo  e uno a Creazioni Gienne. Nel primo  sono stati esposti i lavori dei vari associati   e nell’altro  i lavori  di   Nico, ma   senza divisori, creando uno spazio unico che è stato vissuto in ogni   momento del giorno.  Uno spazio dove  si sono mostrati i propri  lavori e ammirati quelli degli altri,  dove si sono raccontati aneddoti e scambiate  conoscenze, dove si sono discusse opinioni e fatti progetti, dove si è intrecciato, mangiato, riso  e scherzato.

I due giorni  trascorsi a Salt  sono stati   intensi e pieni, in un’atmosfera di festa e sotto un sole piacevolmente estivo.  Belli i colori  dei muri intonacati e tappezzati di bandiere e striscioni a favore del referendum per l’indipendenza catalana, che aldilà del loro significato conferivano alle case un aspetto festoso.  E a testimonianza di una tradizione viva e sentita, quella del “cistell”,  gli abitanti di Salt avevano adornato i balconi e i terrazzi delle loro case con cesti e oggetti intrecciati di uso domestico.

Protagonisti  della manifestazione  ovviamente tutti  gli artigiani, che in  un  continuo via vai  da uno stand all’altro si scambiavano saluti,  complimenti, materiali, utensili, tecniche ed esperienze… e probabilmente anche qualche pettegolezzo. E la cena di sabato sera,  con  i partecipanti riuniti attorno ai tavoli disposti sotto il sagrato della  chiesa del 1600 dedicata a San Cugat de Salt,    è stata  un momento conviviale coinvolgente e distensivo. Con un menù semplice e gustoso: “fideus  al sugo di pesce” , “paella con verdure” e una insalata con una deliziosa salsa all’aglio. Torta e naturalmente vino.

Il ritorno  è stato senza intoppi, con una breve visita a Girona e alla sua spendida Cattedrale. E all’incredibile e fatato laboratorio di falegnameria del signor Armand Lladò ricavato all’interno di un teatro in disuso.

I viaggiatori sono arrivati a casa di Viviana molto stanchi ma soddisfatti. Di certo arricchiti da questa esperienza, con la voglia di sperimentare nuovi intrecci e già pensando alla prossima meta del 2019:   la Polonia?

Luisa Busetto

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URBINO 17 E 18 GIUGNO 2017

Riflessioni di viaggio

Organizzarsi tra mille “chattate”, prenotare, confermare, riconfermare, prepararsi materiale da portare, cesti panari, con quel pizzico di ansia, piacevole, che non ti lascia un secondo.
Poi la partenza; dimentico nulla?
Meno male che c’è Maurizio a controllare.
I chilometri in autostrada tra deviazioni e rallentamenti, la nuova A2 che ricorda tanto la vecchia A3, le curve e paesini dell’Italia centrale, e dopo ore di viaggio arrivi finalmente alle “Cesane”!
Stanchi, stanchissimi, ma quando alzi lo sguardo e vedi quel piccolo gioiello di “cotto” che Federico ha voluto donarci, tutta quella stanchezza che hai sulle spalle scompare.
Un sms: “Domani ritrovo alle ore 8 fuori porta Santa Lucia per entrare in centro in auto”, e lì l’indomani trovi vecchi e nuovi amici che conosci da anni ma che molti, non li avevi mai incontrati; Caio, Elis, Pippo, Enrico, Francesco, Vittoria.
Tra saluti e abbracci, Pippo ha già scovato una pianta di olmo ed è lì a raccogliere le filute verghe, arrivano gli altri, e tutti insieme ci avviamo per le ripide viuzze verso il porticato della Chiesa di San Francesco.
E mentre si montano i banchetti non si perde tempo e già si inizia ad intrecciare, non solo verghe e canne, ma concetti, idee, riflessioni.


Si perché in “mani che intrecciano” non si intreccia soltanto materiale, ma si intrecciano culture e saperi diversi dalle diverse regioni d’Italia.


Dai consigli prettamente tecnici inerenti la cesteria, si passa a quelli agronomici, dall’intreccio a spiare è un attimo e si è lì a degustare i dolci sapori della Sicilia.
E così la giornata passa allietata dalle note di “va pensiero” tra curiosi che girano per la piazza sbirciando qua e là tra cesti e canestri, nonni e genitori che felici mostrano ai loro figli e nipotini quei gesti ritmici e decisi che da piccoli osservavano affascinati, e che riaffiorano nella mente come un felice ricordo della loro fanciullezza.
Il tempo passa, in fretta, troppo in fretta, è già sera. La piazza si svuota pian piano e si raccolgo i cestini, sale il magone, perché si deve partire, ci si deve salutare.
Questi due giorni sono volati, troppo brevi per quanto intensi! Questa del 17 e 18 Giugno 2017 è stata la mia seconda partecipazione a “mani che intrecciano”, un evento che ti cambia, ti arricchisce di nuovi saperi, di nuove emozioni, perché si, Urbino sa come conquistarsi il suo posto nel cuore di chi le fa’ omaggio.

Andrea Perrotta

Disabilità abili

Salicevivo – Margherita – La Badia

Salicevivo è lo specchio dei suoi associati. A volte succede che questi si facciano promotori di iniziative complicate quanto belle. E’ il caso di Luisa, proprietaria dell’azienda agricola, nonché agriturismo, “La Badia” .
Arrivata in Salicevivo per un corso, è rimasta e ha sempre guardato l’associazione dal Suo punto di vista, quello di chi sa coltivare, per cui 6 anni fa, lei e 4 sparuti soci (allora controcorrente rispetto alle idee del direttivo) diedero il via ad una microscopica piantagione di salice da intreccio. La piantagione, cresciuta di anno in anno grazie a Luisa, ha iniziato pian piano a dare salice da intreccio di qualità e nel 2016 Luisa ha pensato di utilizzarne parte per un nuovo progetto, sempre in collaborazione con Salicevivo.
Dall’incontro tra il centro socio educativo riabilitativoMargherita” di Casinina, l’azienda La Badia e Salicevivo è scaturito un progetto articolato che sta mettendo in grado i ragazzi della scuola di coltivare, raccogliere, scegliere e preparare il salice di diverse varietà pregiate, sia per la vendita diretta, sia per l’uso in laboratori di intreccio fatti su misura per loro, in cui imparare a creare manufatti che possano essere poi venduti.
   
Il primo incontro tra alcuni soci di Salicevivo, gli educatori e i ragazzi è avvenuto circa un anno fa alla piantagione, sui terreni di Luisa. Una mattinata impegnativa per tutti, ma piena di risate e disponibilità. I ragazzi sono venuti, si sono presentati, alcuni con grande esuberanza (credo di essere stata invitata anche ad un matrimonio, nel frangente) mentre altri con estrema ritrosia e tanta dolcezza, hanno guardato noi che potavamo i salici, hanno provato a turno; i più bravi e appassionati hanno continuato poi il lavoro.
Prima della merenda sono andati con Enzo a vedere cosa vuol dire fare un piccolo lavoro di intreccio, per concludere la mattinata di lavoro (dopo la merenda) provando l’operazione di scelta e smazzatura dei materiali raccolti. Sono passati mesi in cui Luisa con le educatrici hanno pianificato il proseguimento del progetto.
Lo scorso autunno abbiamo avuto un incontro con le educatrici: un pomeriggio di intreccio in cui io, Viviana e Luisa abbiamo fatto loro vedere e rifare alcuni oggetti di salice, con l’intenzione di capire quali potessero essere effettivamente alla portata dei ragazzi e, perché no, anche quali tra loro fossero portate per quel tipo di laboratori. Martedì scorso, infine, prove generali con Roberta, Walter, Sergio, Viviana, Antonio ed Enzo: intreccio di strutture di sostegno per piante, o come dicono quelli che vogliono darsi un tono “piccole architetture da giardino”. Giovedì e oggi finalmente, a oltre un anno dalla partenza, laboratorio coi ragazzi che hanno creato con le loro mani le strutture proposte. Quando sono andata a scattare le foto, ho rincontrato i ragazzi, stavano tutti lavorando in armonia e allegria e devo dire che sono pure bravi!
   
Ridevano e un paio, ricordandomi dallo scorso anno mi hanno anche fatto qualche scherzo. Mentre ero lì a fotografare mani che lavoravano c’era un’atmosfera serena e rilassata come capita raramente. Poi Luisa mi ha fatto vedere i lavori che hanno fatto ieri: spettacolari. Spero che anche il passo successivo e cioè di vendere le strutture-sostegno abbia un successo tale. Mercoledì e giovedì prossimo si replica… e andremo avanti così, fino a dove? E chi lo sa! L’importante alla fine è il viaggio, la compagnia, la strada… la meta si vedrà…

Betta Calzini

Urbino, 10 marzo 2017

Edizione 2017

Mani che intrecciano – edizione 2017
Organizzato da SALICEVIVO
DATA  EVENTO: sabato 17 e domenica 18 Giugno 2017

mani che intrecciano

Visto il successo delle precedenti edizioni Salicevivo  si appresta ad organizzare  la terza edizione di “Mani che intrecciano” .

La manifestazione è riservata principalmente ad artigiani e artisti cestai e intrecciatori di materiali naturali, ma è aperta anche ad altri materiali (carta, metallo…) e tecniche di intreccio quali macramè, tombolo, tessitura (telai di ogni tipo), forcella, sprang e nalbinding (per tutte queste è previsto un solo posto per ogni tecnica)…

I PARTECIPANTI DI QUESTA 3° EDIZIONE

  • Salicevivo (Marche) – cesteria
  • Marco Gentili (Toscana) – cesteria
  • Cristiano Cesare Mariani (Toscana) – creazioni in erbe palustri
  • Gianfranco Becu Pireddu (Sardegna) – cesteria
  • Andrea Perrotta (Calabria) – cesteria
  • Giovanni Claudio Zuffo ed Elis Mirandola (Veneto) – cesteria
  • Giuseppe Munforte (Sicilia) – cesteria
  • Enrico Diodato (Campania) – impagliatura sedie
  • Anna Boin (Veneto) – cesteria
  • Maria Rita Montori (Marche) – tombolo
  • Francesco Perticone (Sicilia) – cesteria
  • Francesco Di Nicola (Lazio) – cesteria
  • Noa e famiglia (Umbria)


Piazza San Francesco, Urbino – PU

Puoi anche visitare   il sito web dedicato  a MANI CHE INTRECCIANO con l’elenco dei partecpanti aggiornato

Mappa

 

Festa del Duca 2016

CONCLUSIONI FESTA DEL DUCA 2016
a tutti i soci di Salicevivo ed anche ad altri

 

Volevo scrivere qualcosa sulla Festa del Duca di Urbino di quest’anno ma…la voglia… il tempo… l’ispirazione…
La voglia ? lo volevo fare quindi la voglia c’era.
Il tempo… tutte scuse… L’ispirazione? Ecco era proprio questa che mi mancava !
Ed è arrivata.
Grazie ad una bella chiacchierata fatta questa mattina con una persona che conosco.
Ed eccomi qui.

Vi parlerò del gioco, un gioco per divertire, per stare bene, un gioco educativo, un gioco per crescere, un gioco con delle regole da seguire, insomma, un gioco con la G maiuscola.

Definizione di gioco:  (di proposito rubata all’enciclopedia dei ragazzi )
–  attività fondamentale per gli esseri viventi
–  possiamo dilettarci a cambiare le regole di un gioco però una volta stabilite dobbiamo impegnarci a rispettarle.

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Sono due le condizioni basilari che permettono di distinguere il gioco da altre importanti attività umane.

–  la prima, deve trattarsi di una libera scelta (possiamo stabilire autonomamente quando iniziare e quando interrompere un gioco); – la seconda riguarda la finalità: il divertimento (ci mettiamo a giocare con l’obiettivo principale di trascorrere un po’ di tempo in maniera piacevole).

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A questo proposito, dobbiamo considerare che ciò che fa di un’attività un gioco non è il tipo di azione che compiamo, ma lo spirito con cui la svolgiamo.

Per svolgere un’attività di gioco dobbiamo avere a disposizione delle specifiche risorse. In particolare servono: dei materiali da maneggiare (salici), dei compagni da coinvolgere (soci e appassionati), un regolamento da seguire (uno statuto), alcune competenze a cui attingere (maestri, viaggi, libri), e, infine, il tempo, la voglia (e ci risiamo) e uno spazio adeguato… Non è necessario però possederle proprio tutte.

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Si ho trovato la giusta definizione di cio’ che mi frullava in testa, per quello che mi riguarda devo dire  che grazie al mio lavoro ho giocato buona parte della mia vita, grazie alla mia casa ho continuato a giocare, grazie alle persone di cui mi circondo il gioco continua…altrimenti  non vale… ( come si dice appunto nel gioco )
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La festa del duca ?
Bene abbiamo chiesto aiuto e l’aiuto e’ arrivato numeroso, tutto ha funzionato….nonostante la mancanza della famosissima colonna romana… certo, ci sono alti e bassi, nella nostra associazione, ma non dimentichiamo mai l’obiettivo :  giocare a intrecciare e a mantenere viva questa bellissima tradizione, pochi o molti a me non importa, l’importante e’  convinti !

Viviana

P.S.: domenica sono andata a Iesi ad un mercatino, i più interessati ai cesti e alle mie mani che lavoravano… erano i bambini.

Ciao

SALICEVIVO APPRODA IN SARDEGNA

SALICE VIVO approda in sardegna

Invitata dalla Proloco e dal Comune di Santa Giusta (Oristano), una nostra delegazione ha partecipato alla famosa manifestazione IS FASSOIS che ogni anno si svolge sulle rive dello stagno locale.
L’evento unico del suo genere vede protagonisti i fassoni una tipica imbarcazione realizzata con erbe palustri (lisca e giunco) che veniva utilizzata in laguna e nelle paludi vicine per la pesca col palamito, con le nasse, con le reti.

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Ambientata all’interno di un bellissimo boschetto di eucalipti la festa si svolge nell’ultimo fine settimana di agosto e richiama gli artigiani del Campinese con i loro manufatti. Quest’anno si e’ voluto abbinare all’arte della costruzione dei fassoni anche gli intrecci nell’espressiva arte dei cesti.
I nostri soci Caio ed Elis sono stati pertanto invitati ad esibirsi nella costruzione del loro cesto tradizionale della Lessinia veronese affiancandoli ad un cestaio locale che intreccia l’olivo e la canna.
L’ospitalità sarda ha dato il meglio di se offrendo tutta l’assistenza necessaria affinché le dimostrazioni avvenissero in contemporaneità alle tradizionali sfilate  dei regatanti in costume tradizionale di Santa Giusta.

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Inoltre i cestai hanno potuto socializzare con gli organizzatori ben guidatj dall’instancabile Vittorio presidente della proloco locale sedendosi al loro desco per gustare i prodotti che lo stagno offre : anguille, muggine, granchi e bottarga.
I numerosi partecipanti alla festa hanno cosi potuto conoscere dei manufatti diversi dai loro  fatti con materiali vegetali a loro perlopiù sconosciuti.
Di per contro la nostra delegazione ha conosciuto nuove modalità d’intreccio che andranno ad arricchire il patrimonio culturale della nostra associazione.

Molto gradito l’invito del sindaco di Castelsardo che ci ha proposto di visitare il famoso museo dell’intreccio dell’omonimo paese.
L’incontro ufficiale con il dottor Nicola Russo direttore del museo ha potuto svolgersi qualche giorno dopo la regata de Is Fassois durante il quale vi è stato un proficuo scambio di informazioni tra le diverse forme della cesteria sarda e quella continentale.
Il museo è stato ricavato all’interno del castello medievale e contiene un patrimonio della cesteria mediterranea. Come Associazione abbiamo donato al museo un nostro cesto, un manuale che narra la sua storia nonché le modalità per l’intreccio.
Il direttore ha contraccambiato regalando per il nostro piccolo museo un bellissimo cesto tipicamente costruito con fieno marino e rafia, che arricchirà la nostra ben nutrita raccolta di cesti.

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La pubblicità cartellonistica e mediatica fatta all’evento ha inoltre richiamato altri cestai che da altre località (Cagliari ed Olbia) che  hanno così potuto confrontarsi con i nostri cestai.

Da questo evento pensiamo possa continuare anche per il futuro una collaborazione che porti la nostra associazione ad affermarsi ancor più a livello nazionale quale promulgatrice di un’arte antica che, se ben conservata attraverso l’intreccio continuo di esperienze così culturalmente diverse ne scongiuri la cancellazione dalla memoria delle popolazioni che ci succederanno.

Caio il Cestaio

Intrecciare nuove conoscenze

SALICEVIVO e l’arte di intrecciare nuove conoscenze

Mi sono imbattuto nell’arte dell’intreccio una sera che cercavo informazioni sui salici tramite internet. Frequentavo da diversi anni
Facebook e su questo social network ho incontrato Betta Calzini, un’instancabile intrecciatrice di Urbino.
Non so se credere o meno alle coincidenze ma in questo caso mi sembra proprio che valga la pena di crederci. Io cercavo delle talee di salice e lei, con il suo bel sorriso che connotava la sua bontà d’animo, guarda caso le coltivava in vaso e si rese subito disposta a regalarmele.

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Chattammo per alcune serate dopodiché ci mettemmo
d’accordo per incontrarci ad Urbino dove mi avrebbe dato le tanto sospirate talee di salice da piantare nel mio “Sito dei sogni” in altavaltramigna nella Lessinia orientale.Dopo quell’incontro ne seguì un altro dove venni invitato insieme a mia moglie Elis, ad una serata presso “la casa delle vigne”un centro di educazione ambientale dove si stava svolgendo un corso di cesteria. Li conobbi Viviana Reggiani, Enzo Fucili, Carlo Borghi ed il resto dell’Associazione Salicevivo.

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Mi si aprì come d’incanto un nuovo mondo fatto di gesti antichi e di saperi quasi dimenticati dall’uomo: l’arte dell’intreccio. Dopo di quell’incontro nulla più fu come prima. La passione dell’intreccio ci prese a tal punto da spingerci a sperimentare nuove tecniche e nuovi materiali oltre al cesto della Lessinia che già sapevo fare. Il nuovo cesto marchigiano ci intrigava grazie agli insegnamenti degli
urbinati. La ricerca dei materiali e la conoscenza delle nuove varietà di salici ci permise di utilizzare materiali prima sconosciuti e soprattutto ci stimolò ad “imbarcarci” in nuove avventure come la frequentazione di feste e fiere paesane dove poter sfoggiare la neonata passione per l’intreccio.

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Venimmo invitati altre volte ad Urbino dove l’ospitalità di Viviana e Marco superava ogni aspettativa per degli amici appena conosciuti. Nel loro stupendo casolare del ‘400 situato sulle colline a ridosso di Urbino vige un unico e condiviso modo di vivere: fare della cultura dei saperi una ragione di vita (compresa l’arte dell’intreccio).
Ora che io ed Elis siamo diventati “cestai per passione” siamo stati fagogitati dalla Ringaja, il gruppo storico degli artigiani della montagna veronese, e giriamo con il nostro laboratorio itinerante di paese in paese facendo conoscere quest’arte che rischiava di scomparire.

Organizziamo corsi di cesteria ovunque ci chiamino e la soddisfazione che proviamo nell”avviare nuovi adepti all’intreccio è grande. Ma tre volte all’anno, cascasse il mondo, dobbiamo tornare laddove ci è stata data la possibilità di iniziare un percorso di apprendimento praticamente infinito perchè inesauribile: Urbino.

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Con i suoi momenti gioviali della capatura, con “mani che intrecciano” che ci permette d’incontrare cestai di altre regioni, e con la Festa del Duca di ferragosto dove per tre giorni in abiti medievali diamo il meglio di noi cestai intrecciando ed esibendo i nostri manufatti nel centro d’Urbino dando la sensazione ai visitatori di rivivere quel periodo storico illuminato  che l’ha portato ad essere centro d’interesse per l’arte e la cultura.

Caio il cestaio

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 URBINO 18 E 19 GIUGNO 2016

E’ circa un anno e mezzo che frequento  il gruppo facebook “L’arte dell’intreccio“, mi ero appassionata un paio d’anni prima a questa arte antica e intrigante riuscendo finalmente a farmi insegnare come creare un panaro da un signore gentile del paese in cui abito.

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Ma mi ero fermata a quella piccola e grande tradizione locale. Quando Giuseppe Munforte mi ha introdotto a questo gruppo e al salice, materiale principe degli intrecci, che sconoscevo completamente, ho iniziato a divertirmi e ad imparare tante cose diverse non possibili con altri materiali e impossibili senza maestri.

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Il gruppo facebook fa capo all’associazione SaliceVivo, è grazie alle persone che ne fanno parte che non mi sono fermata più ad intrecciare (partecipando anche a un corso di zarzo condotto da Nico Solimano a Roma, nel 2015) ed è grazie a loro che ho conosciuto un mondo di persone che amano questo mestiere e vogliono diffonderne l’esperienza, nella condivisione generosa dei saperi, saperi che si stanno perdendo.

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Siamo partite dalla Sicilia io e mia figlia per partecipare a questa edizione di Mani che intrecciano, organizzata da SaliceVivo, molto onorata di essere stata invitata, e ospitata per giunta, e contenta di poter conoscere in carne e ossa le persone a cui devo tanto.
Non è facile raggiungere Urbino con i mezzi pubblici, ma ne è valsa la pena: la cornice di questo centro rinascimentale rimasto chiuso nel suo spazio (anche se le sue funzionalità sono stravolte) è incantevole e spiega la nascita proprio qui di questa associazione.

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Sono state due magnifiche giornate, passate gomito a gomito con molti degli intrecciatori che conoscevo solo telematicamente, provenienti da molte parti di Italia, ognuno con la propria ricchezza e complessità. Dalla Sicilia, Calabria, Lazio, Marche, Campania, Umbria, Veneto…dalla Catalogna, tante piccole e grandi esposizioni dei propri lavori e dei propri saperi: non solo cestai dei più vari materiali, anche intrecciatrici di carta, impagliatori di sedie, tessitori, ricamatrici di tombolo, hobbisti e non.

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Il tempo è passato veloce, nel timore di una pioggia sempre minacciata, conoscendoci, ascoltandoci, pranzando e cenando insieme.
Quando l’atmosfera il primo giorno  ha iniziato a riscaldarsi, già Sofia, mia figlia, stava sperimentando il telaio a tavolette, sono iniziati i laboratori spontanei  e, disordinatamente, in armonia abbiamo più o meno tutti imparato l’intreccio a nodi del crino marchigiano nelle sue declinazioni diverse, tra cui la spirale, subito appresa anche da Sofia curiosa di tutto.

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In mezzo alla piazzetta circondata dal portico riempito di tutti quei manufatti è comparsa una bella damigiana ed ha avuto inizio un bel lavoro a più mani inaugurato dalla base fatta con estrema maestria e precisione da Nico. Uno dopo l’altro ci siamo alternati nell’intreccio di questo mostro di vetro…continuando, almeno io, ad imparare.

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La domenica, iniziata all’insegna di una lieve pioggerellina, ci ha poi sorpreso con una bella luce d’estate e tanta nuova energia…e così alla mia richiesta di poter comprendere l’intreccio della paniera celtica ecco che parte un nuovo apprendimento attorno a un tavolo seguita da Enzo, per ore concentrata sulle mani e sulle loro azioni e quei legni  a cui possiamo far fare molto molto, prendendo appunti, facendo foto. I curiosi che passano e guardano e poi ritornano e vogliono provare.

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E così la piazzetta si riempie di persone sedute a terra a capannelli, diventa teatro di tanti scambi, anche persone di passaggio si fermano a passare qualche tempo ad imparare l’arte antica di fare. Sofia rispiega e trasmette quello che aveva appena imparato ad altri bambini e non solo, e il tempo scivola via.
Siamo tornate a casa contente e soddisfatte. Ho trovato persone amiche generose e disponibili. Una piccola comunità che condivide una passione e che crede di doverla far conoscere  e diffondere non per lucro, ma per il bene del mondo che si allontana sempre più dalla materia che lo circonda e che quella materia non sa più manipolarla.
Ho avuto conferma che stare insieme è importante, ci si sente più forti e meno pazzi e si partecipa di un apprendimento continuo, non solo di quello che non si conosce ma anche di quello che già si sa.

Grazie!

Silvia Onofri

Festa del Duca Urbino

Festa del Duca Urbino

Festa del Duca – Urbino

Anche quest’anno, il 13-14 e 15 agosto 2016,  Salicevivo parteciperà a questo grande evento: Festa del Duca a Urbino

L’ Associazione Rievocazioni Storiche – Urbino Ducale, fondata nel 1982, è l’Associazione più antica della nostra città. Gran parte dei cittadini urbinati, durante questi trent’anni, hanno fatto rivivere, nella terza domenica di agosto, la prestigiosa “Corte Ducale” ed hanno rianimato i palazzi severi, i vicoli tortuosi, le suggestive piazzette di questa culla del Rinascimento Italiano e patrimonio dell’umanità che ritrova così suoni e immagini di un passato nei fatti sempre presente.

La festa del Duca è nata nel 1982 in occasione del centenario della morte del Mecenate Federico da Montefeltro. Gli antichi splendori di Urbino all’epoca dei Montefeltro vengono rievocati intorno al Palazzo Ducale con: musicisti, acrobati, giocolieri e danzatori. Ai quali fanno seguito prove di destrezza da parte di sbandieratori, tamburini e balestrieri.

Ad essere coinvolto nel clima rinascimentale è l’intero centro storico che trascorre tre giornate tra artigiani, mercatini a tema e laboratori.

Come da tradizione, la figura del Duca, grande mecenate e cultore di tutte le arti, sarà ricordato attraverso la musica antica, il teatro, la danza, e le mostre.

visita la pagina ufficiale FESTA DEL DUCA URBINO su facebook
vai all’evento Festa del Duca 13/14/15 agosto 2016